Dodici storie di Corfù

15,00

2018, pagg. 267
ISBN 9788894934069

Corfù, fi­ne Ottocento. Le voci degli umili del cor­ota Konstantinos Theotokis, giovane rampollo di una famiglia di antica aristocrazia, ci raccontano, con accenti drammatici e con la poesia della loro lingua, la fragilità della vita e un mondo rurale contrassegnato da popolani e possidenti, da miseri e contegnosi, da rancori mai sopiti e da continue vessazioni. È un mondo cui essi con soerta introspezione psicologica non si rassegnano, ma dove si dibattono ­fino all’ultimo respiro per sopravvivere a miserie, amori infelici, angherie, fratricidi, assassinii, suicidi e progetti incestuosi. Veglia su di loro la campagna cor­ota, dove tutto sonnecchia nei meriggi autunnali e nelle notti tenebrose, fra rovine di antichi templi e viottoli aspri e bui, fra ulivi attorti e il dolente canto dell’assiolo: essa si spiega fra il variegato verdeggiare dei ­fitti pendìi che si ergono su una terra selvatica e primitiva e il diafano o fosco lume del cielo, che fa da volta alla pianura, cullata dall’eco sommesso dell’acqua in una gora e dai suoni erranti delle pecore e del mugghio dei buoi. L’accurata descrizione, di tutti quei dettagli su cui lo sguardo dell’autore si posa, risponde a un desiderio di realismo che tuttavia si stempera in un intimismo idilliaco e malinconico.

La pubblicazione è a cura della Professoressa Katerina Papatheu.

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