La mia vita in fabbrica

15,00

2018, pagg. 198
ISBN 9788894934328

Eravamo solo numeri

Questo libro racchiude la mia esperienza in fabbrica dal 1980 al 2011. La mia intenzione è stata quella di portare alla luce tante realtà di quell’incredibile mosaico intensamente vissuto. Sono momenti di storia mai emersa, oggi non più recuperabili. Purtroppo tanti, non appena usciti definitivamente da quei cancelli, hanno capito quanto la fabbrica li avesse derubati e deturpati nel corpo e nella mente, soprattutto nel loro tempo e nella loro vita. Solo alla fine hanno capito di essere stati dei semplici numeri di un grande ingranaggio e come tali essere stati usati fino allo stremo. E ci si domanda: ne è valsa la pena di soffrire così intensamente per un pezzo di pane? Oggi, lo scopo di queste testimonianze non cerca solo di far comprendere cosa fossero realmente quei luoghi, ma vuol ribadire un monito per le generazioni future e riuscire a far intuire la negatività frutto di quell’avventura totalizzante. L’umanità non può ignorare il passato nel prendere decisioni future. È fondamentale non perdere la memoria di quell’immaginario collettivo, di quella traumatica stagione immersa in un intenso inquinamento mentale e in un’alienazione senza precedenti che ha condotto a quei “guasti ambientali” così tremendi. Possiamo dimostrare che, ancora una volta, il sud è stato trattato da colonia come lo fu dall’invasione garibaldina in poi e anche l’intero territorio è stato visto, da questi moderni invasori, un numero da usare fino in fondo. Ora, con il sito in dismissione e la conseguenza di tante macerie che vengono etichettate e portate via, anche i lavoratori si sentono dei rifiuti da etichettare e mandare via, di cui l’azienda vuole disfarsi al più presto, perché oramai tutto è provvisorio nell’intraprendere nuove strade.

 

 

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