Benedetta quotidianità

 18,00

A cura di Alexandro Max Cantello

«Mi piace pensare che il perché di questo titolo non debba essere spiegato e che esso debba invece essere desunto, ricavato da voi lettori in tutta la sua scandalosa portata, quale appuramento d’una possibilità che sta lì per noi tutti, inutilizzata, lascito ultimo di questa lettura una volta conclusa. Null’altro che uno stato percettivo quello acquisito dall’autore e per il quale il quotidiano che oggi vive può dirsi sì benedetto. Non uno stato ideale raggiunto, né una condizione invidiabile o invidiata in sé e per sé che egli avrebbe acquisita, ma soltanto un’interpretazione dalla diretta efficacia alchemica dei propri giorni, compiutasi all’ombra bimillenaria d’uno strumento di tortura e di salvezza, e in sola grazia della persona divina da lì schiodata, risorta, da lui incontrata, un’interpretazione, si diceva, che gli ha consentito di trasformare il piombo e lo stagno di innumerevoli suoi giorni di scontentezze e di pene – nonché un presente non del tutto agile – in un oro inatteso che lustreggia inossidabile».

Dalla Prefazione del curatore.

50 disponibili

  

A cura di Alexandro Max Cantello

Contiene i contributi critici di Guido Guidi Guerrera e di Carmelo Zaffora.

In Benedetta quotidianità il sacro non discende, affiora. Lo fa nei gesti minimi, nelle vite ai margini, in ciò che continua a esistere anche quando tutto sembra consumato.

La scrittura di Tindaro Niosi, sospesa tra poesia e prosa, attraversa una fede costantemente provata e inquieta, fatta di ferite e speranze, senza garanzie.

L’opera procede per frammenti e ritorni: i vivi e i morti si spartiscono uno stesso spazio, quasi il tempo avesse smarrito la propria autorità, perché nel Meridione dell’autore nulla viene mai davvero archiviato.

Voci diverse circolano, ritornano, si sovrappongono, abitano cortili battuti dal vento, cucine in ombra, strade che odorano di mare.

In questo paesaggio essenziale e arcaico, superstizione e fede si fanno tutt’uno: apparizioni sinistre, malocchio e riti apotropaici convivono con le preghiere sussurrate a un Cristo, laterale e disarmato, che non promette né risolve, ma che rimane, dando forma all’esperienza.

Ne nasce un realismo magico siciliano in cui il visibile e il mistero respirano insieme. La Sicilia non è mero sfondo, bensì il luogo in cui un dialetto sa custodire l’indicibile, mentre Nicodemo – credente notturno, incompiuto – incarna un io che non proclama e ascolta, restando nella domanda.

Benedetta quotidianità è infatti un libro sul restare, su un’eredità ineffabile affidata alle presenze dei più fragili. Un panorama da contemplare in silenzio, a strapiombo sulla vita.

Copertina

Morbida

Pagine

170

Dimensione

15×23 cm

Rilegatura

Brossura filo refe

Anno

2026

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